Una delle cose più affascinanti nei fiori è il loro meraviglioso riserbo.

Henry David Thoreau

domenica 10 giugno 2012

VIAGGIO NEL GIARDINO INCANTATO

Sto ricreando un angolo di giardino, ancora in fase embrionale, che mi piacerebbe chiamare " il giardino delle fate" ...perchè ha un non so che di magico.
Alla base della mia grande magnolia non cresceva più nulla. Lei, imponente com'è, vince su prato, dicondra, trifoglio. Vince su tutto.
La sua unica concessione? Tollerare nidi di tortorelle e merli, che si nascondono nella sua chioma profumata e verde.
Allora ho cominciato a scavare, scavare, scavare il terreno,  fino a far affiorare quelle radici enormi e legnose che non volevano dividere il terreno con nessuno.
Ho piantato due ortensie, creando delle culle con le potature del mio ulivo.

Le foglie della magnolia rassicurano le ortensie sulla loro salute, regalando loro quel grado di acidità necessario alla loro bellezza.

Poco più in là, due giovani astilbe spuntano tra le foglie cadute dalla magnolia (sempre lei!!!)...sono giovani, appunto, e ancora non hanno il fare spumeggiante e brioso delle astilbe mature, ma l'attesa, mi auguro, sarà premiata, e allora non esiterò a fotografarle di nuovo e mostrarvele ancora.
Cosa spunta tra le radici? Una piccola anforetta umida di muschio...vermetti , formichine e lumache (ah! Se vi prendo!!Divorano ogni cosa sia tenera e giovane!)si nascondono tra i suoi meandri...
Un uccellino un po' troppo grasso e colorato è adagiato sui rami potati del mio ulivo.
Eccone un altro, immerso nelle radici della magnolia, e tra i bulbi da inselvatichimento non ancora in fiore.
e ce n'è un terzo, più vicino alla ortensia...tra i soliti rami potati, le foglie dei bulbi appena spuntati dal terreno, e le targhette che ho dovuto mettere per riconoscere tutti i bulbi che ho piantato, davvero troppi!!
E questo? Questo è uno gnometto che esce dal tombino...ha dovuto, poverino, girovagare in ogni dove, nel mio giardino, fino a quando non sono riuscita a trovargli la giusta collocazione. L'atmosfera  da sottobosco era proprio quello che ci voleva per un tipo come lui.
Oh una ranocchia tra le campanule...lei è un salvadanaio in coccio, che per l'occasione si è spostata dalla casa al giardino. E' il suo posto ideale, non è vero?
Di lei ho dimenticato il nome. L'ho comprata a una fiera tanti anni fa, e dopo dolci sonni nei quali la davo per perduta, eccola rispuntare tra l'erba. Rosso vino e purpureo, è una meraviglia in questo giardinetto dai colori freddi.
Lei è una meraviglia, comperata sempre alla stessa fiera. Spunta in questo periodo, per poi scomparire d'inverno. Sembra una edera, ma non sono sicura che lo sia. Ha spruzzate di rosso fuoco che la rendono unica, e le piace sonnecchiare all'ombra della siepe di rincospermo.

Loro se la godono tra le foglie cadute dalla magnolia...

E lei? Beh, sta lì per accogliere i visitatori....non umani,certo che no! Sono i vermetti, formichine, lumachine di prima!

Verbena e campanelline fanno il resto.
Questo piccolo paradiso nasce dalla esigenza di sistemare il terreno sotto la magnolia. La sola soluzione era quella di scavare e tagliare tutte le radici della vecchia pianta. Ma il fascino, invece, sta tutto in quelle radici. Ho voluto riportarle alla luce e lasciarle ben in vista, e, tra i loro solchi , profonde come piccole culle, ho piantato le piante e i bulbi che vi ho fatto vedere: mughetti, nerine, gigli, bergere, incarvillae e agapanti. Alcune riposano nelle zone più ombrose, altre si spingono, per la loro natura, dove il sole primeggia.
Non è finita, ovviamente. Ora la natura farà il resto, le piante cresceranno e prenderanno il posto di quel vecchio prato che non poteva più crescere. Per lui non c'era posto sotto la vecchia magnolia...Arriveranno altri ospiti, e altri oggetti, che con calma cercherò fino a scegliere quello che mi folgorerà....intanto, ho appeso una vecchia gabbia dei pappagallini









e una asparagina che ho preferito lasciare appesa, sapete perchè?
Lei è invasiva e prepotente, si prende tutto il terreno che c'è intorno e si dissemina velocissimamente...Lasciamola lassù a guardare le sue amiche dall'alto
















Autore:  Emanuela Sannipoli

Nessun commento:

Posta un commento